10 marzo, 2018

Assenze







Abituarsi a chi non c'è più  fa paura 





Mi è incredibilmente difficile accettare la mancanza della Mamma ,

questo mi fa paura perché ogni giorno che scorre si porta via un 

pezzo di me.

Quel pezzo che una volta era il mio "tutto".... era la mia Luce , la

mia guida , e non c'entra la sua età , e non c'entra nemmeno che 

lei da 4 anni viveva lontana da me , ma non abbastanza per fortuna

dal riuscire a starle accanto , quando stando male , mio fratello 

era in Dovere di farmelo sapere , cosicché poter andare in ospedale

o in clinica , per il tempo necessario al suo ricovero , ma almeno lì

la vedevo , la guardavo negli occhi , la accarezzavo , le parlavo , 

la stringevo a me ....e lei mi guardava con quegli occhietti lucidi ,

annacquati dagli anni , ma pur sempre espressivi e bellissimi .

Senza Lei è come se mi sentissi derubata , svestita di qualcosa che

una volta era la ragione di vita e che mi è stata portata via ... 

E' tremendamente difficile abituarsi a certe assenze, ci si adatta , 

ma questa e' un'altra cosa  è un "vuoto", come se si formasse un

cratere che senti dentro di te e ti fa sprofondare sempre più giù ...

Nonostante me ne sia fatta una ragione , nonostante sono 

consapevole che la mamma dove adesso è starà sicuramente 

meglio di dove era...Tante persone mi hanno detto che imparerò 

ad accettare serenamente, la sua mancanza , che non mi sveglierò'

più nel cuore della notte impaurita e con le lacrime agli occhi . 

Sarà sempre il tuo sorriso nella fotografia che ho sul comodino 

che mi aiuterà a ritrovare la voglia di sorridere, e la serenità 

tanto desiderata .Si ... un giorno lo sento dentro Me , 

che sarà così, ma adesso fa ancora tanto male, quanto è difficile 

abituarsi ad un'assenza , ma viene da se che si impara a 

conviverci anche se forzatamente, altrimenti a poco a poco 

cominci a mancarti Tu...








Semplicemente Donna

























Nulla sarà mai più com’era prima –
mi dissi – ha avuto avuto inizio un’ altra vita –
molta amarezza è stata –
ma il suo tempo – è passato –

E se dovesse – come accade – ancora
riapparire – nel placido mattino –
tanta gioia avrei in me per ogni tempo
da rendere più docile la pena –

L’ebbrezza che provavo la diceva
tuttta rossa la mia semplice guancia –
lampante nei miei occhi –
superflua ogni parola –

Camminavo portata dalle ali –
i piedi di cui prima mi servivo
ora inutili a me – come agli uccelli
le scarpe – per volare –

Palesavo dovunque il mio piacere –
una parola d’oro regalando
a chiunque incontrassi –
e doni al mondo intero –

Quando – ad un tratto – i miei tesori sparvero –
un folletto bevve la mia rugiada –
i miei palazzi vuoti rovinarono –
ed io fui mendicante –

ai suoni mi aggrappavo –
ombre abbracciavo –
lembi di nebbia al tatto – ma sentivo
il deserto che già precipitava
sulle mie strade d’oro –

Dal chiodo pende il saio –
la mia veste di sempre –
ma dov’è il mio momento di broccato –
la mia gocciola d’India?


(Emily Dickinson)











4 commenti:

  1. Eccomi ... son passata per lasciarti un abbraccio ...
    L'amore per tua madre è ... di una dolcezza infinita
    E questo amore , ti fa compagnia ... ne sono certa
    Ciao : )

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    1. Ciao cara Marinetta , sempre un onore per me leggerti .
      Grazie per il tuo bellissimo pensiero .

      Un abbraccio a te .

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  2. Bisogna essere forti e talvolta non basta.
    Un bacio
    Maurizio

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    1. Caro Maurizio ,la forza c'e' ,ma sentivo la necessita' di scrivere alcuni miei stati d'animo ...
      Grazie del tuo bacio

      Un abbraccio per te.

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