Non è vero che si scrive sempre
per qualcuno, per gli altri.
Si scrive anche per se stessi, per
andare in profondità a cercare la
parte più vera, quella fragile,
quella difettosa, quella che fa
paura.
Si scrive per restare in equilibrio
sulle righe dei pensieri, per
trovare un centro, per cercare
risposte, per vedere le contraddizioni.
Per ritrovarsi interi dopo un
percorso che non finisce mai alla
fine del foglio, ma continua tutto
nella testa, negli occhi e si adagia
sul cuore.
Ci sono le distanze, quando si
pensa.
Ma quando si scrive ,bisogna
avvicinarsi, accorciare le distanze,
abolirle, sentire le vene pulsanti
dei corpi vivi, su questi spazi
bianchi
