Non è vero ...

 

Non è vero che si scrive sempre 

per qualcuno, per gli altri.

Si scrive anche per se stessi, per

andare in profondità a cercare la 

parte più vera, quella fragile, 

quella difettosa, quella che fa 

paura.

Si scrive per restare in equilibrio 

sulle righe dei pensieri, per 

trovare un centro, per cercare 

risposte, per vedere le contraddizioni.

Per ritrovarsi interi dopo un 

percorso che non finisce mai alla 

fine del foglio, ma continua tutto

nella testa, negli occhi e si adagia 

sul cuore. 

Ci sono le distanze, quando si 

pensa. 

Ma quando si scrive ,bisogna 

avvicinarsi, accorciare le distanze, 

abolirle, sentire le vene pulsanti 

dei corpi vivi, su questi spazi 

bianchi

Le mie serate preferite... Il silenzio 
 
e un libro.